mercoledì 6 dicembre 2006

Maestra

"Perchè hai lasciato la comunicazione? A insegnare oggi si guadagna poco, non si viene rispettati, non si gode neanche più di alcun prestigio sociale, con i bambini si affrontano senza gli aiuti necessari problemi sempre più gravi e slegati dalla didattica." L'ha detto qualche anno fa una mia collega anziana (in termini di servizio), ma non una qualsiasi, una di quelle Maestre con la maiuscola, che si aggiorna in continuazione, ha imparato a usare il computer e lo ha reso un meraviglioso strumento della didattica prima ancora che i ministri si accorgessero che esisteva e occorreva utilizzarlo anche nelle scuole, fa straordinari non retribuiti, non molla un bambino finchè non è sicura di aver tentato tutto quanto in suo potere per aiutarlo, una autorevole insomma. Sono rimasta senza parole: una frase così detta da una che mette amore e passione nel suo lavoro, pesa come un macigno. Aveva, ha ragione?

martedì 5 dicembre 2006

Luce



Mario parla di "tristezza". Io invece sento mancanza di luce.


Aprire gli occhi la mattina e dover accendere la luce per vedere il mondo, guardare fuori dalla finestra e faticare a individuare gli elementi in lontananza. Su un'isola capita pochi giorni all'anno, in pianura spesso ... e io non riesco a rassegnarmi.


Allora ripesco nei ricordi e trovo la luce perfetta che ci ha accolto al nostro arrivo a Lisbona lo scorso giugno: a Milano caldo afoso soffocante, a Lisbona atmosfera tersa, cielo azzurro e clima mite e ventilato. I monumenti presentavano impettiti i loro profili contro un cielo azzurro da cartolina, il sole illuminava senza acceccare e riscaldava senza soffocare accompagnandoci alla scoperta di una città che negli ultimi anni si è rivestita a festa. I quartieri storici erano vivacizzati dai colori delle decorazioni per la festa del patrono, l'expo pieno di lisboeti che si davano appuntamento per le partite del mondiale, l'allegro vociare che improvvisamente si placava per le partite della nazionale ai mondiali ma esplodeva poi in urlo festoso che percorreva tutte le stradine e i vialoni della città quando il pallone entrava nella rete degli avversari ...




La luce/vitalità di Lisbona è ancora dentro di me, per i giorni milanesi.




lunedì 4 dicembre 2006

Milano è una città generosa, a patto di avere la pazienza e la caparbietà di portare avanti la caccia al suo tesoro. Diventa anche una città bella quando i colori riescono a fare capolino in tutto il grigio che predomina. Ma quando sopra di lei si stende un cielo grigio uniforme, all'orizzonte compare la foschia e cade incessante una pioggia di minuscole gocce così che la luce che riesce ad attraversare la cortina di nuvole è di una natura tale che si ha l'impressione di avere indosso un paio di occhiali dalle lenti sporche ... ecco quando capita una giornata così mi viene voglia di abbandonarla per altre latitudini. Poi però subentra il sentimento e resto qui a sperare in un raggio di sole capace di mirabolanti meraviglie o in un inconsueto soffio vitale di vento che riporti vitalità

venerdì 1 dicembre 2006

Arancio, rosso, giallo, marrone, Milano in mille colori autunnali. Oggi poi c'era il sole e l'effetto era sorprendente per chi come me ha potuto goderselo passeggiando per i viali.
Per chi non ha potuto, ecco una foto

scattata ai Giardini Montanelli (ex Palestro)